Solitamente il materiale utilizzato per ricoprire il fondo del nostro acquario viene comunemente chiamato substrato. A seconda del substrato che andremo a scegliere saremo ben consci sin dall’inizio che esso rivestirà un impatto significativo sull'aspetto estetico del nostro acquario ed ovviamente influirà in maniera diretta sia sulla salute dei pesci che delle piante. Ci sono quattro aspetti importanti del substrato che bisogna necessariamente prendere in considerazione quando andremo ad operare la nostra scelta iniziale e sono nello specifico:

  • Granulometria
  • Colore
  • Reattività in acquario
  • Effetti collaterali sui nostri ospiti

In queste poche righe andremo ad analizzare punto per punto sia i vantaggi che gli svantaggi dei tipi più comuni di substrato in relazione agli aspetti che evidenzieremo spero possiate operare la scelta migliore per il vostro allestimento.

Granulometria
I substrati come sappiamo variano ampiamente in termini di dimensioni delle particelle, solitamente la loro granulometria varia dalla cosiddetta sabbia costituita da particelle molto piccole a rocce di fiume più grandi. C’è da rimarcare che una grossa granulometria porta sempre ad un maggior accumulo di alimenti non consumati e rifiuti che proprio a causa del loro formato possono penetrare tra i grossi interstizi causando dei depositi tossici se non vengono regolarmente sifonati, mentre con la granulometria più piccola può presentarsi invece il problema contrario e cioè che in presenza di grossi strati possano alla lunga compattarsi formando così delle zone anossiche che alla lunga possono addirittura rilasciare idrogeno solforato, sostanza estremamente tossica per i pesci.


Da quanto appena esposto ne deduciamo che la dimensione della granulometria ha un grande impatto sia sulla salute dei nostri beniamini che sulla facilità di pulizia. Ad esempio, alcuni pesci amano scavare il substrato con la bocca per poi farlo uscire dalle branchie, ne deduciamo che se intendiamo allevare queste specie di pesci non sarebbe un’idea ottimale andare ad allestire un acquario con una granulometria che gli impedisca di espletare questa loro naturale funzione, inoltre altra cosa da tenere a mente è che ci sono alcuni pesci che amano appunto scavare nel substrato a fini riproduttivi e quindi un substrato di grosse dimensioni gli impedirebbe ciò. Come possiamo notare sin da queste prime battute iniziali è importantissimo innanzitutto andare a documentarsi sulle esigenze specifiche dei futuri abitanti che andremo ad inserire in vasca e solo dopo esserci documentati andremo diciamo a scegliere la dimensione della granulometria più appropriata in virtù della fauna che ospiteremo.



Colore
Quando si tratta di scegliere il colore del nostro substrato, avremo a disposizione moltissime opzioni tra le quali scegliere, potremo sbizzarrirci dal cosiddetto substrato colorato a quello avente colori naturali. Ci tengo a precisare che il colore del substrato è una scelta molto personale, quindi non starò qui a dirvi scegliete questo o quello, comprendo che a molti che so un substrato rosa possa piacere moltissimo mentre ad altri il sol pensiero di immettere in vasca un substrato profondamente innaturale faccia rabbrividire. L’unica cosa sulla quale vi invito a riflettere è che il substrato influisce in maniera diretta sia sul benessere dei nostri beniamini che sulla stessa livrea. Infatti,i colori più scuri tendono a rendere la livrea di un pesce maggiormente accentuata mentre al contempo colori troppo chiari illuminati in maniera importante possono produrre l’effetto contrario ma potrebbe invece far risaltare maggiormente i pesci aventi di loro una livrea scura. Inoltre un substrato troppo scuro può, proprio in virtù della sua colorazione, ridurre la grandezza dell’acquario, in pratica se ci pensate avviene niente di più niente di meno la stessa cosa di quando tinteggiamo una stanza con colori scuri. Proprio in virtù di quanto appena esposto si tende ad utilizzare un substrato avente colori più chiari proprio al fine di rendere l'acquario più aperto e luminoso. Ovviamente in tutte queste cose entra in gioco anche il fatto di come potrebbe apparire il nostro substrato una volta che vi si deposita con il tempo della sporcizia e difatti i colori tendenti al bruno/ambra riescono diciamo a celare meglio le defecazioni dei nostri ospiti rispetto ad un substrato bianco.

Reattività a contatto con l’acqua
C’è da premettere che un buon substrato non dovrebbe modificare la chimica dell’acqua, però sappiamo pure che in caso di allestimenti particolari alcune specie di pesci possono richiedere determinati parametri dell'acqua. Ad esempio, molti ciclidi africani preferiscono un pH alto. Un modo in voga qualche tempo fa per aumentare il pH del nostro acquario da dedicare ai ciclidi africani consisteva appunto nell'utilizzare un substrato che andava appunto a tamponare l'acqua (si utilizzava il corallo frantumato). Difatti è proprio questo il motivo per cui molti acquari che solitamente ospitano ciclidi africani utilizzano appunto il corallo tritato come substrato, invece come ben sappiamo l’utilizzo di torba o altri substrati che tendono ad abbassare i carbonati, ha l'esatto effetto opposto: abbassa il pH e questa metodologia risulta utile nel caso si allevino scalari che sono soliti richiedere bassi livelli di ph.

Che impatto ha il substrato sui pesci
Come abbiamo visto un particolare importantissimo molto spesso sottovalutato è quello di non considerare che tipo di impatto potrà avere sui nostri ospiti. Vorrei ricordarvi che anche la loro forma e struttura potrebbe nuocere ai nostri ospiti, vado a spiegarmi meglio se scegliessimo un particolare substrato definiamolo “tagliente“ questo potrebbe nuocere a tutti i pesci di fondo oppure se lo stesso risultasse troppo chiaro come abbiamo visto potrebbe arrivare addirittura a porre in essere uno “status” di tensione in particolar modo se lo stesso viene abbinato a luci particolarmente forti. Concludendo, la cosa più saggia da fare è sempre quella di documentarsi in maniera adeguata sull’habitat naturale dei nostri ospiti e quindi cercare per quanto possibile di trovare un buon equilibrio tra ciò che “diciamo” ci aggrada ed al contempo possa permettere ai nostri ospiti di poter vivere ed espletare le loro funzioni nel miglior modo possibile.

Acquario senza alcun substrato
Anche se questa potrebbe non essere la scelta più bella, ovviamente ha una sua finalità e ragione ben precisa. Molti acquari, vasche di quarantena e vasche utilizzate per allevare gli avannotti hanno tutte un fondo senza alcun tipo di substrato…questo perché:

  • innanzitutto, se dovessimo catturare i nostri ospiti per traslarli in un'altra vasca l’operazione stessa come ovvio risulterebbe certamente più semplice e poi non da ultimo è molto facile da pulire.
  • gli scarti di cibo saranno maggiormente visibili tali da permetterne appunto una facile rimozione.

C’è da dire che tale tipologia di vasca potrebbe presentare dei talloni d’Achille ponendo i nostri ospiti in uno stato di stress, questo per quanto concerne i pesci che sono abituati a grufolare sul fondo o quelli che sono abituati a soffiare sulla sabbia alla ricerca di cibo, non da ultimo cosa da non sottovalutare il fondo spoglio potrebbe addirittura intimidire i nostri pesci proprio a causa della loro immagine riflessa, quindi a meno di ragioni specifiche non è cosa saggia allestire un acquario senza alcun tipo di fondo.

Ghiaia
La ghiaia è di gran lunga il substrato più comunemente utilizzato ed è quella che riesce sempre a donare al nostro acquario un cosiddetto “aspetto naturale”. La stessa è disponibile in vari colori e viene proposta anche con granulometrie diverse. C’è da rimarcare che comunque grosse granulometrie possono consentire a una grande quantità di rifiuti di penetrare tra i loro interstizi rendendo difficile la pulizia del fondo stesso del nostro acquario. Questo è uno dei motivi per cui molti acquariofili preferiscono ghiaia a grana più piccola. Un'altra cosa che vorrei ricordarvi è di non acquistare ghiaia con bordi taglienti, specialmente se in vasca ospitiamo pesci che scavano o setacciano il substrato. Come dicevo l’optare per un substrato spigoloso e tagliente potrebbe risultare indubbiamente dannosa se si dispone di pesci che amano setacciare il fondo nell’acquario, i loro barbigli possono essere irreparabilmente danneggiati da un substrato particolarmente ruvido e tagliente, fino a provocarne il decesso. In acquario che ospiti piante è consigliabile utilizzare quello in quarzo ceramizzato. Questo prodotto dal costo relativamente basso ha molti pregi: non è calcareo, è assolutamente inerte in acqua e la sua forma arrotondata non ferisce gli apparati buccali dei pesci che perlustrano il fondo quali Ancistrus e Corydoras. Il quarzo avente granulometria pari ad 1-2 mm è da ritenersi il substrato ideale per la formazione delle radici per molte piante acquatiche, anche se di per sé il quarzo non ha dei valori chimico-fisici particolarmente idonei. Ha difatti un basso rapporto superficie/volume (è di solito molto compatto). Non ha quindi utilità rilevanti come fonte di nutrienti per le piante. Possiede in ogni caso le caratteristiche fisiche adeguate (la pesantezza) per rappresentare un buono strato di copertura del substrato. Se utilizzato come unico substrato è necessario una fertilizzazione locale intorno alle radici delle piante e/o una precisa integrazione di fertilizzazione liquida. La ghiaia di grossa granulometria (superiore a 5 mm) non si presta ad essere considerato ottimale ai fini della radicazione della pianta, ma può essere utilizzato ad esempio proprio in superfici mescolando qualche manciata a quella più fine (1-2 mm), per dare un aspetto più naturale, magari usando diverse tonalità dello stesso colore.

Sabbia
La sabbia è uno dei substrati più belli, esistono infatti svariati tipi di sabbia che possono essere utilizzati. Un esempio su tutti, la sabbia ambrata conferisce da sempre un valore aggiunto in acquario conferendo un aspetto molto naturale. Inoltre, quando si utilizza la sabbia solitamente ne traggono beneficio, giovandosene tutti i pesci di fondo e tutti i pesci geofaghi. C’è però da dire che la sabbia ha anche diversi aspetti che possono renderlo un substrato complicato da gestire e con il quale raffrontarsi. Uno dei principali problemi è che a causa della sua struttura (presentare particelle molto fini) potrebbe capitare quando si effettuano le manutenzioni (sifonatura) di aspirare anche involontariamente anche gran parte di essa. Diciamo però che questo problema con un minimo di accortezza può essere risolto in due modi. In primo luogo, uno può rinnovare quella che si sifona involontariamente con il tempo. In secondo luogo, c’è da notare che anche se i detriti si depositeranno sulla sabbia stessa a causa appunto delle sue dimensioni. La cosa intelligente che possiamo mettere in atto è che quando sifoniamo tenere il sifone un paio di centimetri sopra la superficie della sabbia (quindi in pratica faremmo anche in modo che la stessa viene messa leggermente in movimento sugli strati superficiali in modo da non diventare anaerobica e nera).



Ovviamente l’altra cosa alla quale uno deve prestare attenzione è che se utilizziamo sabbia e andiamo nella nostra manutenzione a rimescolare in maniera troppo brusca il fondale rischiamo di far finire alcune particelle di sabbia nel nostro filtro, con l’ovvia conseguenza di intasarlo prematuramente. Quindi il mio consiglio è di non essere frettolosi quando ci si dedica alla pulizia degli acquari che hanno un fondo strutturato con sabbia più o meno fine. L'altro problema è che di solito in presenza di sabbie molto chiare la presenza di sporcizia e rifiuti risulteranno molto evidenti. Questa cosa è abbastanza palese in presenza di acquari allestiti con fondo di sabbia chiari (bianco) che non vengono sifonati molto spesso. Un'altra importante notazione è che la sabbia rischia di compattarsi facilmente. La sabbia, in particolare quella bianca o comunque molto chiara ha un effetto scenico senza eguali. Con una scelta ottima delle piante si possono evitare i problemi sopra esposti. Quindi nel caso vogliate utilizzarla come unico substrato evitate gli Echinodorus più grandi che richiedono di un grande spessore per rimanere ancorate nel fondo, evitate lunghe piante a stelo per lo stesso motivo, ma prediligete piante come piccole e medie Echinodorus e Criptocoryne che non di grande spessore e allo stesso tempo sviluppano un intricato apparato radicale che aiuta l’ossigenazione del fondo in modo sufficiente da evitare problemi di decomposizione e anossia. La sabbia essendo un materiale costituito prevalentemente da biossido di silicio non ha di per sé proprietà nutritive. Le sue caratteristiche fisiche meccaniche non lo rendono un fondo particolarmente utile in una vasca di piante. Personalmente non mi sento di consigliare la sabbia per ricoprire un fondo fertilizzato. Vero che la sua compattezza terrebbe gli elementi nutritivi concentrati nel fondo ma se uno spessore alto di sabbia di fatto blocca l’ossigenazione e il drenaggio del fondo, per la sua finissima granulometria uno strato sottile finirebbe senz’altro a mescolarsi al fondo sottostante. Quindi a mio avviso la sabbia dà il meglio di sé come substrato utilizzata come strato unico e magari è bene utilizzarla per un migliore effetto scenico solo nelle zone che non di grandi supporti nutritivi che possono comunque essere aggiunti localmente. Un’ultima considerazione sulla sabbia e la difficoltà per la sua pulizia: questa è a mio avviso è più facile che non per un fondo di ghiaino, in quanto è sufficiente aspirare con un sifone o un piccolo tubo tenendosi leggermente sollevati dal fondo senza mescolarlo. Una delle migliori peculiarità della sabbia come substrato è proprio il fatto che lo sporco rimane in superficie senza infilarsi sotto e quindi una superficiale aspirazione, un bel gruppetto di corydoras sarà più che sufficienti per tenerla perfettamente pulita.

Il substrato per le piante
Questo è un argomento che per ovvii motivi è da trattare a sé stante perché il tipo di substrato scelto per un plantacquario come ben si desume è influenzato da molti fattori. Innanzitutto, in primis bisogna considerare se il substrato potrà essere penetrato dalle radici delle piante e non da ultimo se riuscirà a fornire un adeguato supporto per le piante stesse. Il substrato in un acquario fortemente piantumato ha anche bisogno di fornire nutrienti per le piante in modo che possano crescere e prosperare.

  • Substrati completi – solitamente contengono tutte le sostanze nutritive minerali necessarie per far prosperare e crescere le specie vegetali che metteremo a dimora; solitamente hanno un aspetto naturale e duraturo.
  • Fluorite - substrato a base di argilla con alto contenuto di ferro; solitamente non raccomandato per piante con radici delicate.
  • Laterite - substrato a base di argilla che può assorbire e immagazzinare sostanze nutritive.
  • Aquasoil - fatto di grani tondi per consentire la circolazione, funge altresì da filtro passivo.
  • Sabbia - substrato poco costoso ovviamente va combinato con altri substrati in modo da fare delle stratificazioni.
  • Terriccio - economico e naturale, bisogna prestare attenzione al fatto che strati particolarmente alti possano compattarsi portando quindi a problemi di circolazione ed anossia.

Conclusione
Come abbiamo visto il ventaglio di opzioni è molto vasto quindi la scelta che possiamo mettere in atto è dettata solo dalla nostra fantasia e dalla personalizzazione che vogliamo realizzare.

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